
Accordare per accordarsi
- Stellevicine
- 22 lug
- Tempo di lettura: 2 min

Nel gesto apparentemente tecnico dell’accordare uno strumento musicale si dispiega un gesto antico che anche l’uomo primitivo cercava, ed è quello di ricollegarsi alle grandi leggi delle stelle e del cielo cosmico.
Ogni corda, in base alle sua lunghezza, tensione e proporzione rappresenta non solo un tono legato a sua volta ad una vibrazione e quindi ad una frequenza, ma anche ad un riferimento preciso che pulsa e soggiace a certe leggi archetipiche che governano il nostro sistema solare e anche più in là.
Questa esperienza, sulla terra, si concretizza attraverso l’elemento vitale aria, che è la forza che rende possibile l’esplicarsi del suono sul piano dei sensi. Senza l’aria non ci sarebbe alcuna esperienza di musica, invero, la musica si manifesta sul piano fisico grazie all’aria.
Quando una determinata corda è in linea e nella giusta tensione allora proviamo quell’esperienza gradevole di ascoltare musica bella e risanante. La scordatura, quella che ci fa storcere il naso e ci fa perdere il gusto piacevole dell’ascoltare è un perdersi ed un allontanarsi da un certo suono oggettivo-matematico che ha smarrito il suo centro tonale (non ritrova più la sua nota di riferimento) e destabilizza non solo un equilibrio nell’ascolto ma anche in noi stessi.
Senza punti di riferimento ci sentiamo smarriti così come lo strumento musicale ha smarrito la sua armonia.
Ci sono mattine in cui ci si sente particolarmente “fuori tono” o quando ci siamo “scordati” di qualcosa.
Ecco allora che arriva la chiave di accordatura, un pensiero giusto, un passo giusto verso la creatività e la consapevolezza in noi stessi che rimette in ordine il sistema e ci
ri-collega con ciò che avevamo appunto “scordato”.
Così, l’accordatura diventa rito. Un invito con sé stessi a tornare presenti, a rimettersi in asse, così come lo strumento musicale, quando è ben accordato, è in piena salute per poter offrire musica.
"Quando sei in sintonia con te stesso, il mondo smette di fare rumore".
"Gustav Mahler
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